Amarcord - 20/10/2007: il Derby del Sole, sei anni dopo

Dopo il baratro della Serie B, torna il Derby del Sole tra Roma e Napoli: di fronte Luciano Spalletti e Edy Reja
25.01.2023 12:39 di Federico Calabrese Twitter:    vedi letture
Amarcord - 20/10/2007: il Derby del Sole, sei anni dopo

20 ottobre 2007, Roma. Ottava giornata del girone d'andata. Da una parte la Roma di Luciano Spalletti, dall'altra il Napoli di Edy Reja. Il Derby del Sole torna di scena dopo sei anni di assenza, dopo che la squadra partenopea è risalita dal baratro. I giallorossi arrivano dalla travolgente vittoria di Parma e, mai come quell'anno, sono candidati alla vittoria dello Scudetto. Gli azzurri, invece, hanno l'obiettivo di rivalsa dopo una Serie B che all'ombra del Vesuvio faranno fatica a dimenticare. In campionato la situazione non è idilliaca: due sconfitte consecutive e il divieto di sbagliare ancora. L'Olimpico è quasi deserto, "solo" 27mila spettatori, tutti di casa, ad accompagnare la squadra di Spalletti. I tifosi azzurri, invece, sono costretti a soffrire a distanza. Spalletti schiera dietro Totti il trio composto da Mancini, Perrotta e Giuly. Vucinic resta in panchina, così come Doni e Juan. A destra Cicinho viene preferito a Panucci. Dall'altra parte in campo tutti i big, da Hamsik a Lavezzi. La squadra di casa è favorita, ma attenzione al Napoli che non può più sbagliare, molto dipenderà dalla condizione di determinati calciatori dopo la pausa Nazionali.

Rispetto alle aspettative, il Napoli parte forte, fortissimo. Soltanto due minuti dopo il calcio di inizio, Hamsik batte una punizione dal lato destro del campo; la Roma è disattenta, il disimpegno non riesce. La palla arriva a Lavezzi, forse l'uomo più in forma tra i suoi. L'argentino si sposta leggermente sulla destra, controlla e scarica un tiro imparabile per Curci. Il Napoli è già in vantaggio, ma la Roma fatica a entrare in partita.I giallorossi provano a reagire, ci prova Pizarro ma il tiro è troppo debole per impensierire Iezzo. Il cileno è però l'uomo in più di questa Roma, e lo dimostra poco dopo. Splendido uno due con Totti, la palla torna sui suoi piedi, viene atterrato in area. Calcio di rigore. Sul dischetto zero dubbi, va Totti. Rincorsa, la solita. Un tiro rasoterra, a fil di palo. Iezzo non può nulla, all'Olimpico è 1-1.La Roma prende fiducia, trascinata dal suo capitano. Proprio Totti, allo scadere del primo tempo, prova un bolide dal limite dell'area che Iezzo può solo respingere; sulla ribattuta arriva Perrotta, bravo a infilare l'estremo difensore avversario e a ribaltare la gara. 

Come accaduto in diverse occasioni, però, la Roma si disunisce con una facilità impressionante. A inizio secondo tempo il Napoli parte forte, i giallorossi non sono compatti in difesa e vengono puniti da Hamsik, bravo a destreggiarsi all'interno dell'area di rigore e a battere un incolpevole Curci. Se la difesa non va, dal centrocampo in avanti la musica cambia. De Rossi, fuori l'area di rigore, tenta un tiro che non avrebbe dovuto impensierire più di tanto il Napoli, ma Iezzo decide di rovinare tutto, sbaglia intervento e si fa beffare dalla sfera che finisce in rete. Il copione è lo stesso, sono gli stessi. Le difese non reggono, sono troppo tenere. I reparti, offensivi, invece, dispongono di notevole qualità. Qualità che arriva dai piedi di Gargano, che dai 25 metri scocca un tiro micidiale che si infila alla sinistra di Curci e fissa il punteggio sul 3-3. La gara, però, non è finita. Punizione per la Roma, la mattonella è quasi identica a quella di Lavezzi del primo tempo. Sulla palla va sempre Pizarro, che questa volta fa di testa sua: tiro di collo pieno, deviazione che alza la sfera quel tanto che basta per beffare Iezzo e riportare la Roma in vantaggio. I giallorossi non riescono però a compattarsi: a cinque minuti dalla fine, Hamsik crossa dalla destra e trova Zalayeta. Curci è immobile, ci prova De Rossi in scivolata ma nulla può. 4-4. Sipario. Un punto a testa, per una sfida dalle mille emozioni regalate.