F1, nuovo caso Budget Cap. Se qualcuno ha sbagliato (ancora) servono pene severe.

02.08.2023 10:07 di Redazione SI Motori   vedi letture
Fonte: a cura di Filippo Gherardi
F1, nuovo caso Budget Cap. Se qualcuno ha sbagliato (ancora) servono pene severe.

L’argomento è delicato e (ormai) noto. Budget Cap in Formula 1, il tetto finanziario introdotto dalla Federazione e che la Federazione stessa, a quanto pare, non riesce a far rispettare nella sua corretta interpretazione. Negli ultimi giorni, infatti, la Cost Cap Administration della FIA avrebbe notato alcuni conti poco lineari di alcune delle scuderie iscritte al campionato in corso e relativi alla gestione 2022.

Messo a regolamento, ufficialmente, dal 2021, il Budget Cap per volontà dei suoi stessi ideatori dovrebbe rappresentare lo strumento economico in grado di livellare la competitività a vantaggio dello spettacolo. Un tetto di spesa, massima, imposto a ciascun team, con una variabilità annuale in base, anche, al numero di gare in agenda. In sostanza: in un anno solare nessuna squadra di Formula 1 può spendere per lo sviluppo delle proprie vetture più dell’importo prestabilito.

Una norma chiara e da rispettare, perché in uno sport dove sono i centesimi a fare la differenza poter investire più di altri vorrebbe dire, semplicemente, barare.

Un anno fa, relativamente ai conti della stagione 2021, venne riscontrato lo sforamento del tetto finanziario da parte della Red Bull, generando un polverone mediatico che venne liquidato, dalla stessa Federazione, con conseguenze a dir poco lievi. Una multa di 7 milioni di dollari ed una riduzione del 10% delle ore di training a disposizione nella galleria del vento per il team austriaco, una carezza in confronto a quelle che erano le iniziali richieste e che rapportata al dominio tecnico che stiamo vivendo, di Verstappen e della sua RB19, diventa ancora più irrisoria.

Oggi, a distanza di un anno, Red Bull e le sue spese sembrerebbero (stando a quanto trapela, ndr) essere tornati sotto la lente d’ingrandimento degli ispettori federali, al pari di Mercedes ed Aston Martin. Le prime tre squadre, per intenderci, dell’attuale classifica iridata.

Il quotidiano olandese De Telegraaf, particolarmente vicino alle dinamiche che riguardano il beniamino di casa Max Verstappen, scrive che Red Bull sarebbe in possesso di una documentazione in grado di dimostrare non solo che le regole sarebbero state rispettate, ma che addirittura Horner e co. avrebbero “risparmiato” 4 milioni di dollari rispetto alla cifra prestabilita.

Da quale parte, oggi, sia la verità è difficile dirlo. Certo è che sarebbe gravissimo scoprire che i primi tre team del Mondiale in corso, seppur relativamente all stagione 2022, possono aver commesso del doping finanziario. E lo sarebbe ancor di più veder confermata la recidività, in tal senso, degli attuali dominatori della categoria (sempre e per l’appunto Red Bull).

La sensazione è di trovarci al cospetto di una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere e a scardinare la dorate fondamenta dell’attuale e ricchissima Formula 1. Uno sport dove anche una piccola sfumatura può fare la differenza, dove la tecnologia è diventata ormai elemento dominante e nel quale, proprio per questo, utilizzare risorse maggiori rispetto ai propri avversari può annientare la competizione stessa.

Sulle scrivanie dei dirigenti di Liberty Media e dei vertici della Federazione è tornato, pericolosamente, il faldone relativo al Budget Cap. Tutti proveranno a moderarne le conseguenze, ma se dovessero arrivare conferme nessuno potrà sottrarre i responsabili, soprattutto eventuali recidivi, da pene esemplari. Non si può sbagliare questa volta, ne va della credibilità della Formula 1