Il mondo che vorremmo ed un film già visto. Riforma, il solito fumo negli occhi. Roma, ma come si fa?

13.02.2024 00:00 di Valentina Ballarini Twitter:    vedi letture
Il mondo che vorremmo ed un film già visto. Riforma, il solito fumo negli occhi. Roma, ma come si fa?

Il mondo ai piedi del calcio italiano. Ah no, scusate, è il mondo che vorremmo. Perché la realtà è talmente diversa da superare sì la fantasia, ma in negativo. Insomma tanto rumore per nulla e il solito film già visto. Urlano, si sbracciano, vogliono la rivoluzione per poi rimanere sempre così come sono. Proposta di riforma bocciata, la serie A rimane a 20 squadre. Solo Inter, Milan, Juve e Roma erano favorevoli al cambiamento. Quanto accaduto in Lega è un pretesto per parlare dello stato attuale del nostro calcio. Siamo immobili e moribondi, nonostante un’Inter impressionante e l’Atalanta di Gasp, nonostante il gioco di Thiago Motta e i singoli del Milan quando si accendono. Prendiamo Roma-Inter di sabato. A molti è piaciuta, ma al di là della forza nerazzurra, come fa la Roma a prendere due gol in fotocopia nel giro di 5 minuti? Come fa uno come Lukaku a sbagliare un gol del genere? Il livello generale non è alto, tutt’altro. E la dimostrazione lampante è stata Milan-Napoli.



Impossibile preferire la sfida di San Siro a Nigeria-Costa d’Avorio e non perché la finale di Coppa d’Africa fosse un’esclusiva di Sportitalia. Ad Abidjan andavano al doppio della velocità, non a caso molti nigeriani e anche ivoriani giocano in Premier League. Ad un certo punto sembrava davvero un altro calcio, eppure Milan-Napoli è stato un quarto di finale della Champions dell’anno scorso. Torniamo allora al progetto di riforma del nostro calcio. Tra le proposte quella di riaprire alle multiproprietà, di puntare sulle seconde squadre e di cambiare il format della Coppa Italia. Non solo, c’è anche l’idea di rendere gli arbitri professionisti a livello contrattuale con l’Aia indipendente dalla Figc. Idee, proposte, voglia di cambiamento. Sarà fumo negli occhi anche stavolta? Nel frattempo, chiudo l’editoriale come ho sempre fatto negli ultimi lunedi. Viva la Coppa d’Africa perché ci ha fatto vivere un mese esaltante aiutandoci ad aprire gli occhi sul livello del calcio africano. Viva la Coppa d’Africa e Viva i telespettatori di Sportitalia per la passione con cui l’avete seguita e per un’audience stile “Sanremo”.