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#ZEMAN70, STORIA DI ODI ET AMO CALCISTICO

Un uomo che come pochi ha diviso l’opinione pubblica negli anni, lui è amato o odiato e talvolta addirittura entrambe contemporaneamente. È l’uomo del miracolo Foggia e del bel calcio al Pescara, con Immobile Insigne e Verratti, ma anche quello dei flop a Napoli Salerno e Avellino. Un uomo in tutte le sue sfaccettature umane.Mai mezze misure, anzi, non si è mai tirato indietro quando c’era da accusare un sistema corrotto o quando la Juventus per lui era il nemico numero uno. Zeman fa parte della storia del calcio e non troverete mai nessuno che possa dire il contrario, perché i talenti passati sotto la sua ala sono tanti. Passato alla storia per il suo 4-3-3 e quell’assetto offensivo che difficilmente si era visto prima.  A Foggia all’inizio degli anni 90 grazie al suo gioco spettacolare emergono talenti come Rambaudi, Signori e Baiano. I suoi 70anni rappresentano solo una tappa ma non è arrivata l’ora di smettere, perché Zeman in campo su quel terreno verde si sente un ragazzino. Difficile trovare un nuovo Maestro adesso, i discorsi che sembrano non finire mai e le lunghe pause in conferenza stampa, i famigerati gradoni in preparazione atletica tutte marchio di fabbrica targata Zeman, di un professore di educazione fisica che spegnendo le 70 candeline desidera e sogna ancora di fare il grande allenatore. 15 le panchine girate finora, la storia e alcuni tribunali negli anni gli hanno dato ragione, ora però tocca ancora a lui e al Pescara ripartire dalla serie B, per sperare perché no di riprendersi la massima serie; zemalandia è stata una filosofia di gioco ma nel 2017 anche a Zeman servirà di più.

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