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Wimbledon, primi verdetti

Non si preannuncia come il Wimbledon delle sorprese. Prima che – in serata – Roger Federer regolasse in 3 set l’argentino Pella, era toccato come da tradizione al campione uscente Novak Djokovic inaugurare la 130esima edizione del torneo di tennis più importante del mondo: 60 76 64 lo score rifilato dall’incontrastato numero uno del mondo alla wild card londinese James Ward, la cui resistenza dura 2 ore e tre minuti: il tempo necessario al serbo per centrare la 29esima vittoria consecutiva in uno Slam, 222esima totale, dato quest’ultimo che gli consente di staccare Ivan Lendl nella speciale classifica di plurivincitori nei major e di puntare al terzo posto occupato da Andre Agassi a quota 224 successi. Se si eccettua l’eliminazione di Kohlschreiber per mano del francese Herbert, nulla da segnalare per quanto riguarda i favoriti della vigilia: Raonic, Nishikori e Ferrer non concedono set a Carreno-Busta, Groth e Sela mentre è nel tabellone femminile che si registra il primo ko eccellente: Ana Ivanovic – che convolerà a nozze col nazionale tedesco Bastian Schweinsteiger subito dopo la fine di Wimbledon – anticipa i preparativi del matrimonio tornandosene a casa, per effetto del 62 75 incassato per mano della russa Alexandrova. Buona la prima, invece, per Venus Williams, cinque volte trionfatrice sull’erba londinese e giustiziera 76 64 della croata Vekic, Capitolo italiani: tra gli uomini, all’eliminazione di Lorenzi fa da contraltare il successo in tre set di Seppi su Garcia Lopez. Per l’altoatesino ora c’è Raonic. Tra le donne, Sara Errani e Francesca Schiavone battono in due set rispettivamente la rumena Tig e la lettone Sevastova, mentre Camila Giorgi saluta subito Londra: 62 57 64 dalla numero due del mondo Garbine Muguruza.

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