Lunedì, 12 ottobre 2009
Trovato morto Vandenbroucke
Embolia polmonare, verosimilmente. Ma l’unica certezza è che “prima di partire per il Senegal, mio figlio era in buona salute. Si era voluto concedere una vacanza, semplicemente”. Così racconta dal Belgio un affranto Jean Jacques Vandenbroucke, il papà del povero Frank, deceduto a 34 anni mentre si trovava a Saly, in Senegal (una settantina di km da Dakar, Saly è la cosiddetta ‘spiaggia dei ricchi’ di Dakar)
Embolia polmonare, in conseguenza di coma etilico, hanno scritto in Belgio. Anche sentendo il racconto di Fabio Polizzi (l’amico di Frank che si era recato in Senegal assieme a lui), si ha la conferma che Vandenbroucke ha trascorso la sua ultima notte in compagnia di una ragazza senegalese (conosciuta poche ore prima, pare), assieme alla quale avrebbe ‘fatto bisboccia alcolica’. Attorno alle 2 del mattino, racconta un inserviente dell’hotel Maison Blue (l’albergo di Saly presso il quale VDB avrebbe passato la nottata assieme alla ragazza) Vandenbroucke è sceso a bersi una birra per poi risalire in camera. Attorno alle 4, invece, la ragazza sarebbe scesa in reception, chiedendo delle salviette, spiegando che Frank si era sentito male ed aveva vomitato.
Resta insomma ancora del mistero sulle cause del decesso di Frankie Vandenbroucke, si sente dire anche di insulina e tranquillanti ritrovati, attorno al corpo senza vita di VDB. Già interrogata dalla polizia locale, la giovane ha confermato che VDB, dopo aver bevuto parecchio, si è sentito male perdendo conoscenza.
In attesa dell’autopsia, unico elemento in grado di fare chiarezza sulle vere cause del decesso, diventa sin troppo facile pensare al suicidio, dal momento che in passato per ben 3 volte il fragilissimo Frank aveva provato a farla finita. Facile pensarlo, eppure tutto lascia pensare che di suicidio non si sia trattato. Sin troppo semplice, quasi scontato, sarebbe anche l’ accostare il decesso di VDB a quello di Pantani, visto che in entrambi i casi c’è di mezzo la notte e una camera d’albergo . E del mistero. Pensarlo è così semplice quanto ingiusto. Più giusto invece, accostare VDB al Pirata per l’enorme talento ciclistico che ha accomunato i due, anche per la loro estrema sensibilità d’animo, che quando è estrema si traduce in fragilità.
“Preferisco di no, comunque è tutto ok. Sono qui per un giornale belga, il percorso è proprio duro” ci aveva detto Frank a Mendrisio quando lo avevamo incontrato in sala stampa, chiedendo se gli andava di rilasciarsi un’intervista. Magro come un corridore in piena attività, elegante come sempre gli piaceva essere una volta giù dalla bici, concentratissimo nel seguire dalla sua postazione, l’evolversi della corsa. Così avevamo visto Frank nella domenica mondiale di Mendrisio. E così ci piace ricordarlo. Frankie Vandenbroucke,. Genio e sregolatezza ? No, solo un uomo con le gambe di un marziano e il cuore tenero di un bambino.
Riposa in pace, Franck, ci piace pensare che tu sia davvero passato a miglior vita. Perché quafuori è un gran brutto mondo..