Lunedì, 31 agosto 2009
Dinara contro Serena
Serena contro Dinara. Un match giocato, prima ancora che in campo, davanti alle telecamere. Le prime due giocatrici del ranking hanno monopolizzato la vigilia dello Us Open, al via tra pronostici pieni d’incertezze, soprattutto in campo femminile.
La Safina è riuscita a dribblare l’eterna questione della vera numero, spostando l’attenzione sul fratello marat, che giocherà l’ultimo slam della carriera, proprioa Flushing Meadows, dove nel 2000 schiantò in finale un impotente Pete sampras, troppo generoso, forse, a incoronarlo nuovo re del tennis.
Le distrazioni extra sportive gli hanno impedito di realizzare il pronostico, ma per la sorella Dinara il destino sembra diverso: la russa si è detta pronta e concentratissima e per la prima volta non così turbata dall’obbligo di vincere. Il pre Us open di serena Williams, invece, è stato caratterizzato più dalla penna che dalla racchetta. La minore delle sorelle attende con impazienza l’uscita del suo primo libro (in contemporanea con il torneo) e intanto trascorre ore su Twitter, una bacheca dove scrive tutti i particolari della sua vita e del circuito, anche quelli che dovrebbero rimanere negli spogliatoi.
I risultati degli ultimi tornei sul cemento hanno evidenziato qualche difficoltà ma la Williams sa cambiare marcia negli appuntamenti importanti, confortata anche dall’appoggio di papà richard e mamma Oracene che in questo periodo le sono stati molto vicini.
E mentre le due favorite si raccontano, a poche ore dal via a New York impazza nel circuito femminile una singolare questione: perché le donne non sanno servire? proprio Dinara Safina a Toronto ha commesso 17 doppi falli in un match, Maria Sharapova è diventata ormai specialista del doppio errore, senza dimenticare Anna Kournikova che nel 99 in Australia ne collezionò ben 31 in una sola partita. Ogni giocatrice ha dato la sua spiegazione, ma in ogni caso prima di scendere in campo per lo slam americano sarà meglio regolare la mira.