Domenica, 16 agosto 2009
Farrar porta Amburgo in America
Sin qui conosciuto per aver battuto una volta Cavendish (a Santa Croce sull’Arno, nella Tirreno-Adriatico dello scorso marzo) e per aver litigato con Petacchi al Giro del Centenario (dopo la volata di Firenze), lo statunitense Farrar non è solo un velocista un po’ spericolato. O meglio, ogni tanto lo è, ma non lo è stato in Monckenbergstrasse, dove si è imposto, con una volata pulitissima e perfetta, nella Classica di Amburgo numero 14. Farrar mette così in bacheca la prima classica e si tratta anche del primo acuto yankee nella storia della Classica di Amburgo.
L’edizione numero 14, con tanti attacchi nel finale, 2 firmati Gilbert, uno innescato da Cancellara (dentro anche Bennati, Reda e Gavazzi), dimostra che è molto molto difficile scongiurare il volatone in Monckenbergstrasse. Perché l’erta del Waseberg, 300 metri finali al 16% sui 700 complessivi, è troppo breve per riuscire a fare vera selezione. Il finale saliscendi, più scendi che sali, spinge sempre dalla parte di chi sta dietro e deve recuperare sui chi, più davanti, ha provato ad andarsene.
Vanno in frantumi a Monckenbergstrasse, anche i sogni di gloria del Team Columbia, che intendeva portare alla vittoria il tedeschissimo Greipel, che al momento del dunque invece sparisce. Alle spalle di Farrar, che si impone a braccia alzate, di una bicicletta, il danese Breschel e il tedesco Ciolek. Sesto e miglior italiano Viganò, a terra invece, a 2 km dalla fine, Danilo Napolitano. Gambe un po’ sgonfie al momento dunque per un Bennati comunque in crescita (dopo una stagione a dir poco jellata), la crescita ciclistica di Farrar, che vince nettamente senza commettere la minima mezza scorrettezza, può dirsi completata, proprio in Monckenbergstrasse.