Sabato, 01 agosto 2009
I problemi del Milan
Parlare di caos, di crisi, di contestazione il 1° di agosto, quando solitamente è ancora tanto lo spazio riservato ai sogni, non è certo un buon inizio. Il precampionato del Milan, iniziato con tanti punti interrogativi, sta delineando le prime certezze, e non sono buone notizie.
Il giro del mondo tra Stati Uniti e Baviera, redditizio sul piano economico, non lo è stato altrettanto per i risultati: quattro sconfitte contro avversari di livello Champions e due pareggi, uno dei quali contro i certo non inarrivabili LA Galaxy. Vien da chiedersi se valeva la pena sacrificare sull’altare del lauto cachet la consueta preparazione atletica precampionato, ora da rifare pressoché in toto, senza parlare dell’innegabile figuraccia d’immagine.
L’immagine: un aspetto che un tempo neanche tanto lontano veniva curato maniacalmente, ora improvvisamente e rapidamente lasciato perdere. I continui due di picche ricevuti in sede di mercato stridono con l’idea di una società che fino a qualche tempo non lesinava gli euro o le lire pur di raggiungere gli obiettivi. Adesso invece si vende per fare cassa, e dopo Kakà sembra ormai giunta l’ora dei saluti anche per Andrea Pirlo. Un sacrificio dettato dalla volontà di scaricare su spalle altrui l’elevato ingaggio del centrocampista, e che potrebbe se non altro portare in rossonero quel Claudio Pizarro che pur non essendo Under-23 darebbe una mano a risolvere uno dei tanti grattacapi di Leonardo, quello del centravanti.
Gli altri problemi restano irrisolti e nebulosi, come il futuro prossimo del Milan sia in campo sia negli uffici di via Turati. Se l’idea di Galliani a capo di una cordata israeliana ha tutta l’aria di essere il primo colpo di sole agostano, resta il fatto di una grande, grandissima incertezza che arriva fin nelle fondamenta. E quando la base non è più solida come prima, non ci si può aspettare di risolvere i problemi così, con due colpi di bacchetta.