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Domenica, 19 luglio 2009

Il Setterosa si sblocca e dilaga


La tensione che blocca i muscoli, che ti fa sbagliare anche le cose semplici, la paura di un esordio in un Mondiale, per di più in casa, che rende persino un avversario di livello quasi amatoriale come l'Uzbekistan, uno spettro (anche se solo per un tempo) per le azzurre del Setterosa, degno dell'incubo coreano per l'Italia del calcio nel 1966 ai Mondiali d'Inghilterra. A spazzare via dubbi e paure per le azzurre della pallanuoto, a trascinare letteralmente le sue compagne, molte delle quali alla prima esperienza iridata, ci ha pensato la veterana Tania Di Mario, una delle poche rimaste del gruppo storico che ha regalato all'Italia un titolo olimpico, un mondiale e due europei.

"Spero che l'emozione delle mie compagne sia finita in questo incontro - spiegherà dopo il match - Sono convinta che non si faranno tradire dalla tensione mi regaleranno grosse soddisfazioni". E' proprio la 30enne romana, con l'Italia sotto 1-0 dopo quattro minuti inguardabili, in cui il Setterosa sbaglia di tutto, a suonare la carica alle giovani compagne: dapprima le sgrida ad alta voce in vasca, poi le guida come una direttrice d'orchestra guida i suoi elementi, trovando una spalla d'appoggio nell'altra veterana, Elisa Casanova (splendide due girate del centroboa).

Le due azzurre siglano nel giro di un minuto il sorpasso all'Uzbekistan, ma soprattutto scaldano i muscoli delle altre ragazze che da quel momento entrano in una partita che di fatto finisce lì, con la gente sugli spalti (poca a dir la verità) che prova a divertirsi ballando con le cheerleaders e le coppie che si baciano quando la 'Kiss Cam' le inquadra. Il Setterosa dilaga e si diverte, lo score finale dirà 20-3, la Di Mario regala perle di pallanuoto con tiri da lontano che si infilano all'incrocio dei pali e assist meravigliosi per le compagne, soprattutto per le più giovani: la Emmolo, 17 anni, va a segno tre volte, la Bosello, due.

"Senza Tania ci sentiremmo perse - confessano in coro dopo la partita le due ragazze - E' lei l'anima della nostra squadra, è lei che ci guida passo dopo passo. All'inizio eravamo troppo tese, dopo tutto è il nostro primo mondiale. Sentire annunciare i nostri nomi è stato un brivido indescrivibile". Una nazionale sperimentale, fatta di un giusto mescolamento di giovani e veterani, che secondo il ct Fiori potrebbe sorprendere il pubblico di Roma, a patto di mettere da parte emozioni e tensioni.

"C'è tanto lavoro da fare - ha ammesso - Per fortuna non abbiamo pagato caro quell'avvio disastroso peché l'avversario non era di prima fascia, ma contro Ungheria e Cina non possiamo regalare nemmeno un secondo alle avversarie". Digerita la delusione per quell'inizio il ct ammette: "Ricordo che alcune di queste ragazze fino a poco tempo fa giocavano in serie B. Dobbiamo crescere molto, ma se troviamo un po' di convinzione non dico che possiamo vincere il Mondiale, ma possiamo giocarcela fino in fondo". Martedì sera contro l'Ungheria (giovedì la Cina) la prova del nove per capire se questo mix di giovani e veterane potrà far rivivere i fasti del Setterosa di Formigoni. Se il gruppo seguirà il suo faro, Tania Di Mario, il sogno della qualificazione potrebbe non essere poi così irraggiungibile.

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