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Giovedì, 25 giugno 2009

Simeoni tra bis e addio


"Il campionato italiano è sempre una corsa particolare. Arriva a metà stagione, subito dopo il Giro d'Italia. Tanti corridori sono stanchi mentalmente e fisicamente. Bisogna avere una grande condizione, sia fisica che mentale, per puntare in alto. Io mentalmente sono fresco, questa stagione mi hanno fatto correre poco, ho dovuto saltare le grandi corse, anche il Giro. Per cui non metto limiti alla provvidenza. Parto per essere protagonista, poi penserà la strada a dire chi merita di vincere"

Ormai a ridosso della corsa tricolore, non si esclude dal pronostico e dunque dalla possibilità di concedere il bis, Filippo Simeoni. Il laziale attende con impazienza il momento nel quale prenderà il via la corsa che ha per lui rappresentato la più bella giornata in carriera. Giusto un anno fa, a Bergamo. Il Simeoni che avviciniamo ha peraltro provato e riprovato il circuito imolese che assegnerà la maglia tricolore.

"L'ho visionato nel dettaglio, con attenzione. E' un circuito selettivo che scremerà il gruppo. Vincerà un uomo di spessore, di questo sono convinto" Escludiamo Filppo dal pronostico, anche per un pò di sana scaramanzia. La cosa gli sta benissimo, ne sorride, ha anche le idee chiare su chi potrebbe essere il suo successore.

"Damiano Cunego sarà l'uomo da battere. Perchè il percorso è adatto a lui, perchè ha un buona condizione ma anche voglia di riscatto dopo il Giro d'Italia. Vedo bene anche Visconti. Cunego e Visconti saranno i fari della corsa". Simeoni sarà considerato solo un outsider ? "Non credo. Dovrò avere una grande gamba per sperare nel bis. Non mi lasceranno andar via tanto facilmente. Se la gamba sarà all'altezza, io sarò pronto e qualcosa cercherò di inventarmi. Anche se confermarsi è più difficile che vincere"

Simeoni sta per svestire i colori della bandiera italiana. Agrodolce il bilancio complessivo di un anno vissuto da campione d'Italia. "Un anno di gioie e dolori, con più dolori che gioie. I tifosi mi hanno sempre manifestato tanto affetto e questo è stato l'aspetto più positivo. L'esclusione del Giro è stata invece una delusione enorme, una cosa che ancora non mi spiego e che ancora mi fa provare tanta amarezza. Ormai è andata, la vita va avanti e andrò avanti anche io sino a fine stagione, con la Ceramica Flaminia, che davvero ringrazio per la chance concessami. Poi lascerò questo mondo, che mi ha fatto provare grandi emozioni ma anche amarezze"



Non ha intenzione di ripensarci, Filippo. E' una decisione meditata da tempo "Ho 38 anni e ormai quello che potevo dare al ciclismo l'ho dato. E qualcosa credo di aver dato. Non ho più stimoli, a maggior ragione dopo essere stato escluso dal Giro, nonostante l'essere il campione d'Italia. Mi hanno ferito escludendomi dal Giro, ancora qualche mese e poi non sarò più corridore".



Il suo quasi coetaneo Armstrong, invece a quasi 38 anni, proverà a vincere il suo ottavo Tour de France "Lui è una persona particolare. E' bellissimo quello che, dopo il rientro, sta facendo in tema di lotta al cancro. Certo che con me (vedi Tour 2004) si è comportato in maniera quantomeno discutibile. Purtroppo non siamo mai riusciti a chiarirci, io speravo ce ne fosse la possibilità. Non abbiamo mai chiarito e questo resta il più grande rammarico della mia carriera".



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