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Mercoledì, 28 luglio 2010

Ferrari in Ungheria tra insidie e polemiche


Un anno fa una molla impazzita gli privò di affrontare la seconda parte di stagione. Una annata sottotono viste le non grandiose qualità della F60, ma una parte importante della sua carriera spentasi nel violento incidente in Ungheria. Ora il tracciato magiaro dell'Hungaroring torna a riabbracciate Felipe Massa, carico e pronto a riaffrontare l'incubo del passato per dimostarre che la gara Germania non è stata un'altra parentesi e certamente non si sente un numero due.

In casa Ferrari è già da parte la polemica post-sorpasso tra i due scudieri della Rossa (oltre all'accenno fatto dalla Mclaren sull'ala anteriore flessibile, giudicata regolare come la stessa usata anche sulla Red Bull), e mentre le altre squadre con un occhio attendono anche la decisione che giungerà da Parigi dopo il deferimento della Scuderia di Maranello, i tecnici modenesi guardano verso l'Ungheria come un altro step per colmare ulteriormente il gap con i rivali. A favore della 'Rossa' c'è anche il tempo, che non ha congelato i valori mostrati in Germania, dove la doppietta ferarrista è stata schaicciante. Ma c'è da considerare un traccciato ben più tecnico e diverso rispetto a quello teutonico, ricco di insidie come non ha nascosto Fernando Alonso: "Il tracciato può essere quasi definito una pista di go-kart per monoposto di Formula 1 - ha indicato lo spagnolo - . Ci sono tante curve in successione senza che ci siano punti dove un pilota possa riposarsi un po’ ed è fondamentale avere una macchina in grado di affrontare bene i tanti saltellamenti che caratterizzano l’asfalto e i cordoli. Dal punto di vista fisico e mentale è una gara piuttosto impegnativa ed è importante non lasciarsi prendere dalla foga e strafare perché gli errori si pagano a caro prezzo, soprattutto in qualifica".

Un qualifica che vede la Rossa prossima alla Red Bull sul piano della competitività, ma nel giro secco le rivali anglo-austriache sono ancora superiori alle altre. Il discorso cambia invece sul passo gara, dove le Ferrari sono tornate netatmente a dettar legge, sia per le grandi soluzioni adottate che hanno incrementato notevolemnte il carico arerodinamico e la deportanza, sia per l'utilizzo più regolare delle gomme, che in Ungheria saranno simili a quelle usate a Hockenheim (supersoft e le medie, ndr). Un fattore che fa leggermente sorridere gli uomini in rosso, anche se alla Ferrari l'entusiasmo da doppietta è stato subito abbandonato dalla consapevolezza che la strada verso il titolo è ancora molto lunga e gli avversari sono sempre davanti.

A far morale comunque ci sono anche i ricordi. Alonso si aggrappa anche alla tradizione per sollevare ancora un altro trofeo sul primo gradino del podio e pareggiare il conto di vittorie con Mark Webber. "L’Hungaroring è un circuito speciale per me - ha aggiunto il due volte campione del mondo -. Lì, nel 2003, conquistai la mia prima vittoria in Formula 1 e lì ho ottenuto l’ultima pole position, l’anno scorso. Di quel 24 agosto di sette anni fa non ricordo lo svolgersi della giornata perché le emozioni furono così forti che mi sembra che tutto sia successo ad una velocità incredibile: sarebbe bello riviverle questo weekend al volante di una Ferrari".
Ricordi diversi da quelli di Felipe Massa, legato quasi a doppio filo con questa terra , ma comqunue fiducioso di potre cambiare la sua storia ancora uan volta nonostante l'Hungaroring sia stato sempre avaro con brasiliano. "Non ho mai raccolto grandi risultati su questo tracciato ma spesso e volentieri è stato dovuto a delle circostanze esterne - ha affermato sul suo blog il paolista -, anche perché è una pista dove mi piace molto guidare. Nel 2008, ad esempio, ero in testa fino a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi quando cedette il motore della mia F2008. Tutto sommato, ci sono tutte le ragioni per guardare con fiducia al ritorno a Budapest".

Orgoglio rosso In Ferrari si respira un'aria positiva, come sostenuto dallo stesso presidente Luca Cordero di Motezemolo: "Delle tante parole dette, spesso fuori luogo, in questi giorni resta una sola cosa vera e concreta: la Ferrari è tornata forte e vincente. Questo era quello che volevamo io, tutti i nostri collaboratori e i nostri tifosi". Concetto ribadito anche da Stefano Domenicali che non ha mancato di dire: "È stato un grande risultato, merito di tutti i ragazzi del team e del loro impegno a Maranello in questi ultimi due mesi, molto duri, in cui è stato fatto un lavoro incredibile e non abbiano ottenuto i risultati che avremmo meritato per varie ragioni. Motivo per cui ora penso positivo per tutto quello che ci attende in futuro".

Rischio uscite - Diverso invece il clima futuro della massiam serie, che lo stesso Bernie Ecllestone teme possa indebolirsi. Mister E sospetta che uno o anche due scuderie possano abbandonare la massiam serie entro fine anno, Lotus a parte, le stesse squadre giunte in questa stagione.
Intervistato dal Daily Telegraph, Ecclestone non ha dato grande risalto all'anticipo chiesto dalla Renault sui diritti tv, considerando di non avere dubbi sulla salute della squadra di Enstone, ma il suo più pessimismo sulla salute economiche di altre squadre è più elevato.

Le piccole realtà appena giunte in Formula Uno potrebbero presto annunciare il loro addio per evidenti difficoltà; e gli altri nomi che annunciano di voler subentrare rappresentano la soluzione ma soprattutto un tampone per questa piccola-grande emorragia che riporterebbe indietro la Formula Uno, nonostante l'obiettivo resti mantenere almeno dieci squadre. In tutto questo il grande passato dei nomi e delle imprese leggendarie sembra sempre più distante dalla realtà del Circus. Un passato chq eusi non appartiene più a questo tempo.

M. T.

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