Domenica, 31 gennaio 2010
Il regno dei Faraoni si estende
Per la terza volta consecutiva è l’Egitto a vincere la Coppa d’Africa. Eliminati a sorpresa di prossimi Mondiali, i Faraoni si consolano conquistando ancora una volta il titolo continentale, che va per la settima volta in assoluto nella bacheca egiziana. La finale col Ghana, giocata a Luanda, è stata decisa da una rete di Gedo all’85’, nell’unico acuto di una partita per il resto povera di spettacolo ed emozioni.
L’importanza della posta in palio infatti ha condizionato l’andamento del match. Troppo statiche e poco inclini al rischio le due contendenti nel primo tempo, giocato su ritmi fin troppo blandi. L’unico tiro in porta degno di nota giunge a metà della frazione, con il centrocampista dell’Udinese Kwadwo Asamoah che carica il sinistro dalla lunga distanza e impegna a terra El Hadary. E’ l’altro Asamoah, Gyan, a tentare di ravvivare la ripresa dopo 8 minuti con un’altra conclusione, stavolta di destro, da fuori area con palla che sorvola la traversa.
L’Egitto ha un maggiore possesso palla ma praticamente non tira mai in porta. Al 70’ i Faraoni chiedono timidamente un rigore per un contatto in area tra Inkoom e Hassan, che l’arbitro comunque fa bene a non dare. Sono ancora le Stelle Nere a farsi vedere, con il destro a giro appena largo tentato da Gyan Asamoah in corsa. Il risultato sembra non schiodarsi e i supplementari dietro l’angolo, ma basta una giocata all’Egitto per fare scacco matto e confermarsi sul trono d’Africa. Gedo sorprende tutti con un inserimento perfetto, triangola con Zidan e trafigge Kingson con un imprendibile destro a giro.
Mancano solo 5 minuti al 90’ e il Ghana si getta disperatamente in avanti. Rejevac getta nella mischia il milanista Adijah e Addo, e proprio quest’ultimo nel terzo minuto di recupero ha l’occasione per pareggiare, ma non riesce a controllare davanti a El Hadary. Senza strafare, dunque, l’Egitto porta a casa ancora una volta la Coppa d’Africa replicando i trionfi del 2006 e del 2008. Un successo, quello colto in terra angolana, che non può lavare la macchia dell’esclusione dai Mondiali sudafricani, ma che sicuramente ridà lustro alla nazionale dei faraoni.
Fabio Casati