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Pinamonti, il gioiello che piace alle big

È la punta di diamante del settore giovanile dell’Inter, è il fiore all’occhiello della Primavera di mister Vecchi, ma più semplicemente è l’arciere di Cles. Andrea Pinamonti ormai non ha bisogno di presentazioni, perché gli addetti ai lavori da settimane hanno segnato il suo nome sul taccuino. Ma non solo, si sono scomodati fino ad arrivare al Breda di Sesto San Giovanni per assistere alle sue performace in tribuna: emissari di Barcellona e Manchester City lo hanno visionato. Classe 1999 con il suo metro e 85 ha impressionati grandi e piccini. In estate Roberto Mancini lo volle con sé in tournè estiva e non solo per fare numero, perché la stoffa del goleador si vedeva. Nel giro di 365 giorni dai campi degli allievi nazionali a protagonista della Primavera, con la maglia della Nazionale dell’under 19 sulle spalle. È cresciuto, è maturato nelle giocate e nelle movenze, e il fisico adesso lo aiuta nell’essere un cecchino dell’area di rigore. 10 gol in 7 partite, un gol ogni 58minuti. Numeri da capogiro, numeri che devono far riflettere l’inter. Contratto in scandenza nel 2018, il 19 maggio del 2017 al compimento dei diciott’anni potrà firmare il suo primo quinquennale. Difficile pensare che Ausilio posso farsi sfuggire un talento del genere cresciuto in casa e voluto fortemente dalla dirigenza ma l’entourage del giocatore non si farebbe problemi nell’accettare altre piazze per farlo crescere ulteriormente, sotto tutti i punti di vista. Perché il talento è evidente e andrebbe ripagato in maniera congrua con un contratto da vero professionista. La palla ora passa ad ausilio e soci, in passato più volte è stato commesso l’errore di non puntare su un uomo della propria “cantera”. Errare è umana, perseverare sarebbe diabolico e la freccia nell’arco di Pinamonti è pronta per scoccare nuovamente

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