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Non un’estate da sogno per la Roma

Non è stata l’estate che tutti sognavano, in casa giallorossa. Bisognava nel tempo, limare il divario con la Juventus, e dai piani alti assicuravano che si lavorava per quello, nonostante un Napoli messosi di mezzo nell’ultimo campionato, e nonostante un avvio di calciomercato che non lasciava presagire ottime cose. Per esempio, quell’interesse della Juventus per Pjanic, faro del gioco giallorosso, risolutore di tante situazioni spinose. Interesse che ci ha messo davvero poco a trasformarsi in trattativa, e poi in affare: per la Juventus, perché per la Roma 32 milioni di euro – così, la clausola rescissoria del bosniaco – non sono poi tantissimi considerando il talento di un calciatore che ha lasciato un vuoto nel centrocampo giallorosso. Il ritorno di Paredes dall’Empoli, tolto dal mercato, e il presunto, possibile, lancio di Gershon, proveranno a metterci una pezza, ma sarà dura, nonostante il ritorno a pieno regime di Kevin Strootman.

Roma che comunque non è stata a guardare. Ok, non sarà stato il mercato della Juventus, ma gli innesti di Vermaelen e Fazio in difesa garantiscono, nonostante la partenza di Castan direzione Torino, una buona dose di qualità ed esperienza, a cui si accumula la permanenza di Manolas, tolto dal mercato. Sulle fasce, due arrivi: Juan Jesus, in cerca di riscatto, e soprattutto Bruno Peres. Sfortunato Mario Rui, arrivato sano dall’Empoli e infortunatosi pesantemente a fine luglio, e infine, rinforzo tra i pali: prelevato Alisson dall’Internacional, con Scesny – ripreso dai giallorossi nuovamente in prestito dall’Arsenal – che torna a fare il numero uno. Con Iturbe meteora, e l’ipotesi Wilshere, in queste ultime ore di mercato in cui la Roma proverà a sistemarsi, per affrontare una stagione in cui la delusione dell’eliminazione dalla Champions ha giocato un ruolo, purtroppo, ancora una volta importante. In negativo, ovviamente.

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