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NAPOLI, CHE ATTACCO! MA QUEL TERZO POSTO TI VA STRETTO…

Il Napoli di Maurizio Sarri si conferma, ancora una volta, la formazione che gioca il miglior calcio d’Italia. 5 gol al Toro, come all’andata, ma questa volta senza subire reti, un risultato notevole visto e considerato il fatto di giocare fuori casa.

I 3 tenori che formano il reparto avanzato dei partenopei fanno davvero paura e si dimostrano in grado di andare a segno ogni volta in cui scendono in campo e, di sicuro, questo aspetto era tutto fuorché scontato. Dopo l’infortunio di Milik e l’ingaggio di Leonardo Pavoletti, si poteva pensare ad un Napoli incapace di sopperire all’assenza di un vero centravanti da schierare insieme ai due esterni alti e, invece, la scelta di vestire Dries Mertens da falso nove ha ripagato Sarri. 25 reti per lui in campionato, secondo posto tra i marcatori della Serie A in coabitazione con Andrea Belotti, e 31 in stagione, in quella che è senza dubbio l’annata migliore in carriera per il belga. Sono invece 107 le marcature totali in questa stagione, record assoluto nella storia della società avendo battuto le 106 dello scorso anno, un altro elemento che avvalora la grande efficacia delle manovre offensive.

Rischia, però, di lasciare con l’amaro in bocca l’eventualità di un terzo posto che sporcherebbe in qualche modo ciò che si è visto in campo e, anche qui, è necessario operare qualche calcolo calendario alla mano.

La Fiorentina, in casa, e la Sampdoria, a Marassi, sono le due prossime avversarie dei partenopei, mentre la Roma dovrà affrontare il Chievo, al Bentegodi, ed il Genoa, all’Olimpico. Come si è già visto in diversi frangenti, le ultime uscite possono riservare insidie inaspettate, a maggior ragione contro compagini che non possiedono più ambizioni di alcun tipo.

Un solo punto divide le due squadre, ed entrambe arriveranno al prossimo match galvanizzati dalle rispettive vittorie contro Torino e Juventus, il miglior biglietto da visita per andare alla conquista degli ultimi 6 punti disponibili.

Vietato alzare il piede dall’acceleratore, perché la minima distrazione potrebbe essere pagata a caro prezzo.

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