Chris Froome (front) on a training ride with Kanstantsin Siutsou (right) and Vasil Kirylenka near Alcudia during the Team Sky Media Day in Majorca. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Thursday January 24, 2013. Photo credit should read: Tim Ireland/PA Wire

CICLISMO, IMPAZZANO LE POLEMICHE ATTORNO AL TEAM SKY

Tutto inizia nel 2011 quando durante il giro del Delfinato quando Bradeley Wiggins, alfiere del Team Sky, riceve un pacco contenente dei medicinali recapitatogli appositamente dalla Gran Bretagna in Francia da un allenatore.
Di lì in poi un grande mistero lungo quasi sei anni che si trascina tutt’ora.
Sir Wiggins quella corsa al vincerà ma non è quello il punto.
Dave Brailsford, boss della squadra, stigamtizzò immediatamente l’accaduto come una normale consegna di un medicinale, il Fluimucil, farmaco anti raffreddore rintracciabile, però, in ogni comune Farmacia.
E allora perché fare arrivare appositamente un uomo da oltremanica ?
Eh già proprio qui sta l’enorme punto interrogativo.
I dubbi, tanti, sono rinfocolati dal sospetto che il pacco incriminato contenesse in realtà triamcinolone, un potentissimo steroide per il quale Wiggo aveva più volte fatto domanda d’esenzione all’agenzia antidoping per l’uso a scopo terapeutico.
Di lì in poi l’agenzia antidoping britannica si è fatta consegnare dal medico di Sky Richard Freeman tutte le cartelle cliniche degli atleti ma l’indagine non rivelò nulla di anomalo.
Fu istituita anche una commissione d’inchiesta alla quale adesso Brailsford ha scritto una lunga lettera ammettendo gli errori compiuti nelle procedure documentali  di comunicazione di utilizzo dei farmaci.
Carte che se prodotte avrebbero senza problemi allontanato tutte le ombre e che invece, si legge nella missiva, a causa di errori procedurali di alcuni membri dello staff non sono state fornite a causa della relativa inesperienza della squadra, all’epoca dei fatti, nel 2011, soltanto al secondo anno nel ciclismo.
Errore umano dunque e non reato.
Brailsford, stando ad alcune voci messo in discussioni da alcune componenti del team, ribadisce con forza che la lotta al doping è stata da sempre la bandiera di Sky e respinge con forza i commenti irragionevoli riguardo la sua formazione, garantendo al tempo stesso che la lezione è stata imparata.

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