06 Giu 2008 15:39

Basile, segnali positivi

“Grazie a Dio, Messi e Aguero ce li ho io”. Parole di un Alfio Basile letteralmente entusiasta dopo il 4-1 sul Messico, che ha aperto il cammino argentino verso l’evento dell’inverno Sudamericano, il clasico col Brasile del prossimo 18 Giugno.

Il Coco è stato in tutto e per tutto di parola: aveva promesso un caldo benvenuto a Eriksson, in tribuna per la prima volta a seguire la sua futura nazionale, e il 4-1 che ha lasciato di sasso i 70mila di San Diego è stato decisamente perentorio.

Aveva annunciato novità ed esperimenti, e anche in questo caso ha mantenuto le promesse, calando un’inedita linea difensiva a tre che ha impiegato una ventina di minuti a registrarsi ma poi ha sbarrato completamente alla Tri la via della porta, violata dal solo Zinha con un tiro dall’effetto stranissimo letto comunque male da Abbondanzieri.

Difesa promossa, con Burdisso che oltretutto ha trovato il suo secondo gol consecutivo in nazionale, ed esperimento riuscito anche e soprattutto per il fatto che Javier Zanetti esterno destro di centrocampo garantisce affidabilità, puntualità tattica e di conseguenza duttilità.

Ma se le curiosità tecniche erano per l’assetto della retroguardia, il gusto dolce della goleada è soprattutto merito dei ragazzini terribili: se si esclude un Cruz completamente fuori partita ma in ogni caso autore dell’assist per il gol di Lìo Messi, in attacco ha funzionato tutto.

Il Kun ha regalato perle di genio e concretezza, vedi il velo sull’azione del 2-0 ma anche il sigillo finale del tabellino con una rasoiata dolce e letale. Soprattutto, i due baby albicelesti hanno dialogato con continuità e qualità impeccabile, suggerendo che, vista l’assenza di Tevez, l’ormai lontananza dal roster della nazionale di Crespo, e soprattutto il ritorno matematico di Riquelme, l’attacco che affronterà le partite contro Ecuador e Brasile sarà formato da Messi e Aguero con alle spalle l’unico e solo numero 10.

Indicazioni che emergono palesemente, anche se prima di affrontare gli ecuadoriani ci sarà un altro test, nella notte di domenica contro gli Stati Uniti, in cui ci sarà spazio per altre varianti tattiche e per provare eventuali seconde linee.

Se Basile voleva togliere un po’ di pressione in vista del viaggio a Belo Horizonte ha trovato il modo migliore, anche se con due ingredienti così, la ricetta non è molto complicata.

Commenti (1)

  1. beh.. direi che la frase pronunciata da alfio basile č assolutamente giusta.. avere in squadra due elementi cosė giovani, cosė promettenti, cosė tecnici... cavolo l'argentina che futuro che ha.. gran bella squadra.. una squadra ottima come il messico č stato surclassato in casa.. poi basile mi sembra il tecnico adatto a guidare l'albiceleste.. Inviato da: marco bg il 8/6/2008 15:22:48

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