27 Nov 2007 01:38

Milano: e adesso?

Si può. Fa bene. E' salutare. E soprattutto non è sbagliato: domandarsi quale sia il futuro dell'Olimpia Milano è una necessità; attenzione, però: qui non vogliamo prendere in considerazione il Futuro, quel dopodomani che nell'immaginario del tifo biancorosso ha come speranza e conseguenza un Giorgio Armani nel ruolo di presidente. Quello che a noi interessa, almeno per il momento, è valutare quale sia il futuro delle Scarpette Rosse, quello con la -f minuscola, quello che vuole l'impegno casalingo di mercoledì contro il Maccabi, e la trasferta del prossimo weekend sul parquet dell'Angelico.

Alle menti preparate, quello che ci stiamo ponendo potrebbe sembrare un quesito molto banale, nonostante resti un argomento di grande attualità; è lecito, in sostanza, chiedersi che cosa si debbano aspettare i tifosi di Milano a due giorni dalla seconda vittoria consecutiva, raccolta in quel di Udine grazie a uno splendido Danilo Gallinari. Segnali di risveglio erano già arrivati, e in abbondanza, da Salonicco, dove l'Armani aveva colto il primo successo del proprio cammino europeo stagionale.

Attilio Caja sta lavorando, duramente, sulla testa dei propri giocatori, sugli schemi, e anche sulla difesa. Perdere Massimo Bulleri ha tolto quel (poco di) carattere mostrato in avvio di stagione da Milano, che ha però potuto beneficiare del ritorno in patria (biancorossa) di Melvin Booker, grazie al quale l'attacco meneghino ha trovato una nuova, buona quadratura. Anche la difesa ha alzato i propri scudi, tanto da tenere testa alle bocche da fuoco dell'Aris, segno che il nuovo corso inizia a funzionare.

Attenzione però a non catalogare come oro tutto quello che luccica; a ben vedere, infatti, l'Armani appare come un marconista intento a lanciare mayday al mondo, pur avendo un telegrafo difettoso: il segnale arriva, ma non è sempre chiaro, e capita così che nei momenti chiave degli incontri, i ragazzi di Caja si trovino con un vantaggio misero da gestire, per una situazione che non porta sempre ad applausi, sorrisi, e pacche sulle spalle finali. Il problema, tra gli altri, rimane quello dei blackout in attacco, un fatto che aveva caratterizzato anche la scorsa stagione dell'Olimpia (basti pensare, per esempio, agli ultimi playoff). Guardando al passato recente, ci sono da registrare diversi episodi in cui sconfitta e vittoria sono passate solamente da un paio di possessi: con Aris e Snaidero sono giunti due successi, in altri casi i musi sono stati lunghi (da ricordare il vantaggio contro Roma gettato letteralmente al vento).

Mentre Corbelli riceve una multa da 50.000 euro per non aver rispettato il numero minimo di italiani nel roster, i ragazzi di Caja si preparano a ospitare il Maccabi, e se sulla carta il background degli israeliani non lascia grosse speranze, si può guardare con fiducia almeno alla cabala, o meglio al trend del roster di Kattash lontano da Tel Aviv (due sconfitte in altrettante gare).

Archiviata l'Eurolega, poi, toccherà all'Angelico terza in classifica saggiare le condizioni della degente Milano. Che intanto sembra aver trovato una cura alla propria malattina, nonostante servano ancora alcuni accertamenti. Eppure, qualche traccia del genoma Olimpia sta finalmente venendo a galla: guardando al mondo del cinema, si può notare come entro la fine del film, un protagonista riesca sempre a capire tutto della propria identità, e a lasciare lo spettatore con un minimo di speranza. I dubbi, parlando di Milano, sono però due: non siamo ancora arrivati a metà stagione, e anche al cinema l'epilogo non è sempre a lieto fine. Staremo a vedere.
LB

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