
Riconoscenza, questa sconosciuta
![]()
Pur conoscendo il personaggio, ho provato lo stesso un po’ di stupore nell’ascoltare le parole pronunciate da Antonio Cassano in conferenza stampa. Oltre che sulla questione gay (e già quì bisognerebbe stendere un velo pietoso), quando gli è stato chiesto un parere sulla cessione di Thiago Silva da parte del Milan. Certo, è difficile aspettarsi sensibilità e riconoscenza da una persona che ha offeso davanti ai compagni un presidente che lo ha trattato come un figlio, oppure che non ha voluto nemmeno aprire la porta della sua camera di Ospedale a un vecchio amico che era venuto apposta da Bari a trovarlo. Detto questo, se c’è una persona non autorizzata a muovere alcuna critica alla società Milan questa dovrebbe essere proprio Antonio Cassano.
Al club rossonero il barese deve dire una sola parola: grazie. Per averlo portato via da Genova, dove non volevano più vederlo dalla disperazione. Per avergli regalato quello che è il primo e che probabilmente resterà l’unico scudetto della sua carriera. Per averlo curato con dedizione e rimesso in campo a tempo di record. E, in ultimo, in tempo utile per farlo andare agli Europei. Cose che lui stesso ha detto che ‘non pensava’. Però, purtroppo, non ha riflettuto neanche prima di dire: “Senza Thiago Silva possiamo al massimo qualificarci per la Champions League. Dopo gli Europei deciderò se restare o andare via”. E ancora: “Se Ibra si arrabbia per la cessione di Thiago gli do ragione”. E allora le lasci a Ibra le lamentele. Lui, visto quello che ha passato, non se lo dovrebbe permettere. E non certamente adesso.
Cassano dovrebbe ricordarsi che per amore della maglia e per riconoscenza della società di appartenenza c’è stato chi è andato a giocare in Serie B. Ed è stato anche un paio di anni senza Champions League. Ma questa è un’altra storia, fatta di campioni veri, con ben altri valori. Quella di Cassano inizia ad assomigliare in maniera abbastanza preoccupante a quella di Nwankwo Kanu, curato dall’Inter per un problema analogo al suo e che poi una volta tornato in campo, alla prima cosa che non gli andava bene ha liquidato Moratti con un laconico: “Grazie e arrivederci”. Se dovesse finire nello stesso modo, sarebbe davvero triste.
Twitter: @fabiocasati79
Altre notizie Editoriale
- 22/12 2012, fuga dal Milan
- 18/12 Il PSG ha riaperto la Ligue 1
- 14/12 Tom Watson nella storia della Ryder Cup
- 09/12 Eurolega: Cantù spera, Olimpia sull'orlo del baratro
- 05/12 Pacquiao-Marquez, la storia della saga
- 03/12 L'imprevedibilità degli sport invernali e la prevedibilità di Vonn, Bjørgen & C.
- 26/11 Formula 1 2012, la stagione dei combattenti
- 18/11 A tenere in piedi il Milan ci pensa sempre il Faraone
- 12/11 Manassero nella storia: tre tornei vinti a meno di 20 anni
- 04/11 E' sempre più l'Inter di Stramaccioni
- 30/10 L'Italia dello sci alpino stringe la cinghia ma è già sul podio
- 22/10 Il Mito Armstrong era una menzogna
- 19/10 La Leggenda del Terzo Uomo
- 19/10 Il coraggio di Cantù non basta contro il Pana
- 05/10 Udinese, una squadra di Fab Eleven nella città dei Fab Four
- 03/10 Si ritira Tamas Kasas, uno dei più grandi della pallanuoto
- 29/09 70 anni per Felice Gimondi, il duro di Sedrina
- 17/09 La battaglia di Las Vegas incorona 'Maravilla' Martinez
- 15/09 Il Psg e Ibra sfatano il tabù Parco dei Principi
- 10/09 Errani e Vinci, sorelle d'Italia nella storia
- 03/09 Quest'Italia operaia è inarrestabile
- 29/08 Un cucchiaio che costa caro all'Udinese
- 13/08 Londra 2012: bilancio positivo per gli azzurri
- 12/08 Ibra è già l'idolo del Parco dei Principi
- 10/08 Una doppietta che profuma di leggenda
- 03/08 Il Dream Team più forte di sempre del nostro fioretto
- 24/07 La doppietta di Melandri a Brno ha riaperto la Superbike
- 23/07 Alonso e Massa, le due facce della Ferrari
- 09/07 Wimbledon torna il giardino di casa Federer
- 02/07 Per la Spagna un triplete che sa di storia
- 01/07 Il tennis italiano è più che mai donna
- 29/06 Le luci cancellano le ombre: finalmente Balotelli
- 28/06 Tris di vittorie di fila per le azzurre del basket
- 25/06 L'uomo del cucchiaio
- 24/06 Un'impresa che spezza l'incertezza, la firma è di Alonso
- 23/06 Per LeBron James è arrivato il momento della consacrazione
- 22/06 CR7 si candida seriamente per il Pallone d'Oro
- 15/06 Iniziare una trattativa per cedere un giocatore e chiuderla in due modi diversi: il nostro calcio è anche questo
- 13/06 Riconoscenza, questa sconosciuta
- 11/06 Assist di Alonso ad Hamilton, la convinzione non sempre paga
- 10/06 Il Roland Garros ci consegna due vincitrici, una sul campo e una morale
- 03/06 L'Italia di Prandelli è ancora in pieno caos calcioscommesse
- 02/06 Siena troppo forte per Sassari
- 28/05 Federica e l'incubo dei 400
- 14/05 L'Olympiacos batte i Golia del CSKA Mosca

