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La posta di Dan - Milano, la piazza più esigente d'Italia

di Redazione Sportitalia
pubblicato il 31 Maggio 2012 09:26 in Basket
Articolo letto 631 volte.

Allenare a Milano è più difficile che allenare in qualsiasi altra città d'Italia. L'anno scorso, Max Allegri ha vinto lo scudetto con il Milan e quest'anno chiedevano se vedeva panettone o meno. L'anno del Grand Slam dell'Inter, José Mourinho era sotto torchio a Dicembre. Idem per l'Olimpia nel basket, dove nessun presidente, general manager o allenatore sentirà mai "Bravo!" o "Ottimo lavoro!" o "Complimenti!" Era così ai miei tempi, 1978-87. Figuriamoci oggi, nell'era dell'Internet, Forum Tifosi, Talk Radio, Twitter, SMS, siti specializzati, che fa per processi, inchieste e ricerche profonde.

Invece, vorrei spezzare una lancia per l'Olimpia, per la società di Giorgio Armani, per il Presidente Livio Proli, per il GM Gianluca Pascucci e, sopra tutto, per il coach Sergio Scariolo e il suo staff. Sai, il 31 Marzo, qualcuno ha tirato fuori i numeri su Scariolo, che il suo record globale -- Serie A, Eurolega, Coppa Italia -- era 22-20. Dove sono questi sondatti oggi, quando Scariolo ha un record globale di 34-20, con 12 vittorie in fila, massimo per il club negli ultimi 25 anni, con 5 di quelle vittorie in trasferta, anche questo un massimo per l'epoca 'moderna.' E, come Siena, farà il sesto semi-finale in fila.

Aggiungo questo. In queste 12 vittorie, la media differenza punti (plus-minus) è +12 e penso che solo Siena, negli ultimi tempi, abbia fatto meglio. Indicazione che la squadra sta ... diventanto squadra è che, nelle 11 in fila, hanno avuto ben sette diversi top scorer, compreso pure Mason Rocca! Nella stagione regolare, Milano è stata l'unica a battere tutte le altre squadre. Siena era 0-2 con Bologna e Cantù 0-2 con Pesaro. Ancora, fra girone di ritorno e playoff, Milano ha il migliore record della Serie A e pure il migliore record contro le squadre 'da playoff.'

No, non è stato facile per l'EA7 Armani di fare tutto ciò. Un elenco degli ostacoli: nuovo allenatore, nuovo staff tecnico, nove giocatori nuovi. Poi, gli infortuni, tipo Malik Hairston. Mettiamo gli inserimenti, come Alessandro Gentile. Pure i lanci, come Niccolò Melli; le scommesse, come Leon Radosevic; anche le rinuncie, come Drew Nicholas, perché gli 'sbagli' fanno parte del gioco di chi è disposto a rischiare. Infine, l'arrivo e la partenza di Danilo Gallinari, che ha riconquistato migliaia di tifosi e che ha fatto vedere a tutti che la società pensa in grande.

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