
Il Maccabi sbanca Atene, il Barcellona è 2-0
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Panathinaikos-Maccabi 92-94
Una vittoria di carattere, una reazione di quelle che possono riuscire solo a una grande squadra. Il Maccabi espugna l'Oaka Arena di Atene e riporta in parità la serie con il Panathinaikos, al termine di una gara che cambia volto innumerevoli volte fino all'epilogo del supplementare e del contestato non fischio che impedisce a Jasikevicius di cercare in lunetta la vittoria. Dopo il -20 di gara uno per il Maccabi anche solo restare in partita sembra un'impresa, e i due falli nei primi minuti di Hendrix e Schortsanitis sembrano già una condanna; ma la squadra di Blatt non si perde d'animo, trova minuti importanti da Shawn James, e reagisce alla grande alle due volte in cui nel secondo quarto si trova a -7. Brilla soprattutto la stella di Yogev Ohayon, che combatte alla pari senza paura con i vari Diamantidis e Jasikevicius e tiene a galla il Maccabi nel momento più difficile. Il Pana ringraziaq Kaimokoglu, top scorer di giornata con 20 punti, se all'intervallo è avanti, anche se solo di due punti, ma nel terzo quarto è il Maccabi che cerca la fuga grazie a Devin Smith, che replica la buona prova di gara 1 mettendo a referto 15 punti.
Sempre con Smith gli israeliani nel quarto periodo toccano anche il +10, ma il Pana può contare sulla classe di Diamantidis e Jasikevicius ed è trascinato dai suoi due esterni nella rimonta che lo porta fino alla parità a quota 81. In lunetta la mano di Kaimakoglu non trema, ma sull'83 pari l'ultimo possesso è del Maccabi; Smith aspetta un po' troppo a iniziare l'azione e quando Langford fa partire la potenziale bomba della vittoria sul cronometro è già apparso lo zero. In avvio di supplementare il Maccabi sembra risentire psicologicamente dell'occasione mancata: sul -3 e possesso Pana sembra quasi finita, ma in quel momento sale in cattedra David Blu, che con due triple da distanza impossibile rilancia le sorti del Maccabi. Langford in lunetta firma il +2 e sull'ultimo possesso al Pana non riesce il sorpasso; prima sbaglia Diamantidis, poi gli arbitri non premiano l'azione di Jasikevicius e il Maccabi porta a casa la vittoria.
Barcellona-Unics Kazan 66-63
Nel percorrere gli oltre 3700 km sulla strada del ritorno, l’Unics avrà tempo e modo di coltivare una serie interminabile di rimpianti per l’occasione persa in Gara 2 contro il Barcellona. La squadra blaugrana infatti è riuscita a portarsi sul 2-0 nella serie nonostante un inguardabile 32.2% dal campo. I padroni di casa hanno sempre condotto le danze dell’incontro senza mai riuscire a produrre l’accelerazione decisiva. Pashutin è riuscito ad integrare nel meccanismo offensivo Nachbar che sembrava un oggetto misterioso e l’estro dello sloveno insieme allo strapotere fisico di Jawai ha permesso ai russi di sfiorare il colpo esterno.
Pascual aveva decantato alla vigilia la linearità dell’avversario e si è rivelato buon profeta. Fondamentali per conquistare il successo i 18 punti di Navarro e i 26 del binomio Lorbek-Mickael ma come già accaduto troppe volte in stagione, quando non gira Huertas, l’attacco blaugrana diventa prevedibile e farraginoso. Nessuno nella storia dell’Eurolega è riuscito a ribaltare una serie dallo 0-2 ma nei primi 80 minuti dei playoff l’Unics ha dimostrato di avere le carte in regola per arrampicarsi fino a Gara 5. Martedì in Tatarstan servirà maggior attenzione nel limitare le palle perse ma solo riattivando Domercant, silenziato completamente dalla guardia di Navarro in Gara 2, Kazan avrà la possibilità di infrangere il taboo Barça, contro cui ha perso tutti e 4 gli incontri in stagione.
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