
McLaren vs Red Bull anche a inizio 2012, la Ferrari è Alonso
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Sebastian Vettel e Jenson Button
Ci si risveglia un anno dopo e nulla è cambiato nelle posizioni di testa, o quasi. McLaren contro Red Bull o meglio Red Bull contro McLaren, dato che i rapporti di forza sembrano leggermente invertiti. Poi l’unica Ferrari in grado di reggere il passo dei migliori. Quella del solito Fernando Alonso. Qualcuno potrà essersi chiesto: dov’è allora la novità? Forse il fatto che si è assistito ad una gara meno noiosa, soprattutto a centro schieramento.
Non è stato così scontato il successo di Jenson Button, anche se all'apparenza potrebbe sembrarlo. Contro un affamto Hamilton e un vorace Vettel nulla può essere già deciso. Il britannico per la terza volta, dopo il 2009 e il 2010, ha posto i suoi piedi sul gradino più alto del podio australiano. Un successo strappato già dalla partenza al poleman Lewis Hamilton, che al di là dei soliti proclami della vigilia e al piglio arrembante delle qualifiche, ha mostrato ancora una opacità stile 2011. Segno che qualcosa non è cambiato del tutto. A giovarne ovviamente il funambolico Sebastian Vettel, ritornato per una volta a saggiare il corpo a corpo con i rivali, mostrando però il noto piede pesante. Il ragazzo di Heppenheim è cresciuto anche per carattere, e non è un caso che sfoggiando una strategia diversa dai rivali in pista, si sia presentato comunque davanti a Lewis Hamilton sotto la bandiera a scacchi. Tutt’altro spessore rispetto al combattivo ma sempre incostante Mark Webber, giovato dalla sosta forzata di Vitaly Petrov, che ha chiamato in pista la prima Safety car della stagione, prima di piazzarsi davanti a Fernando Alonso.
Lo spagnolo ancora una volta ha strappato applausi per il modo in cui ha ottenuto un quinto posto partendo dalla dodicesima casella. Poteva andare meglio o anche peggio considerando i tempi della prima frazione confrontati con lo stressante finale, ma c’è da sottolineare una leggera serenità nelle sue dichiarazioni dopo un sabato travagliato. La F2012 non è ancora nella sua veste definitiva. Ha ricevuto alcune correzioni aerodinamiche dovute agli interventi sugli scarichi, ed è ancora troppo nervosa come evidenziato dalle inquadrature della camera-car. Sembra, inoltre, aver conservato un certo cambio di ritmo dalle qualifiche alla gara, ma i passi in avanti sull'uso degli pneumatici fanno ben sperare. Un quinto posto costringe a fare meglio, e in questa stagione sembra possibile. La vettura può evolversi, migliorare e il tempo è ancora tanto; mentre Felipe Massa resta indecifrabile. In una stagione così delicata per il proprio futuro, partire in questo modo può diventare una sentenza certa verso l'uscita. Ma è anche vero che è ancora presto per le sentenze.
C'è poi da considerare che quanto di buono era emerso da Mercedes e Lotus in Australia non ha trovato conferme, a parte il settimo posto di Raikkonen dopo una gara tutta in rimonta. Il potenziale delle due vetture c'è, ma se Grosjean non ha potuto dimostrarlo, uscito anzitempo dopo un brutto contatto con Maldonado, Michael Schumacher ha dovuto fare i conti con un arrembante Vettel prima di scivolare fuori pista e arrendersi a un problema tecnico forse dovuto proprio alla rovinosa uscita. Il kaiser ha comuqnue combattuto per le posizoni che contano a differenza del collega Nico Rosberg che in alcuni frangenti di gara è stato più un ostacolo per i migliori che un outsider di lusso. Più esaltante la prestazione di Pastor Maldonado, fino all'uscita a quattro curve dalla fine nel frenetico confronto con Fernando Alonso. La Williams, comunque, sembra aver abbandonato il ruolo di squadra nobile decaduta, perché con il venezuelano ha sfoderato una grinta di altri tempi, restando stabilmente in zona punti. Assieme alla scuderia di Grove è emerso anche un buon potenziale di Sauber, Toro Rosso e Force India, tutte vicine e tutte con un buono spunto velocistico. Tutt'altro livello rispetto alla Caterham, ancora condizionata da noie di affidabilità. Mentre per Marussia e soprattutto l'assente HRT c'è ancora parecchio lavoro da fare.
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