
El Shaarawy decide per il Milan contro l'Udinese
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Stephan El Shaarawy
El Rubio e il Faraone ripescano il Milan dagli abissi e lo portano in vetta, l'Udinese domina per 75 minuti, spreca, si sveglia dal sogno scudetto e spegne anche il sorriso di una Juve che, seppur con due partite in meno, ora torna a conoscere il concetto di rincorsa.
Anche senza Ibrahimovic Maxi Lopez si siede in panchina, giocano El Shaarawy e Robinho mentre Mexes rimpiazza ancora Nesta dietro, dall'altra parte non rientra Pinzi, gioca Pazienza e Guidolin ci riprova con Abdi alle spalle del bomber Di Natale.
L'Udinese non aspetta e prova fin da subito ad essere spavalda, inizia affacciandosi da fuori e mostra immediatamente grande organizzazione, che permette da una parte di non soffrire le sporadiche e prevedibili ripartenze milaniste sugli esterni, dall'altra di andare avanti al 19esimo.
I meccanismi dello sfondamento centrale funzionano alla perfezione, così come l'inarrestabile fiuto di Totò Di Natale, che duetta con Gelson Fernandes bruciando Mexes, ringrazia anche Thiago Silva per la sporcatura decisiva e con il sinistro firma il suo 17esimo centro mandando al tappeto i campioni d'Italia e staccando Ibra in classifica cannonieri.
Il Milan va in tilt, passano 4 minuti e Isla si ritrova il primo di innumerevoli match-ball, però sul sinistro che risulta inevitabilmente debole per la presa a terra di Amelia.
La differenza di passo è impressionante, i rossoneri sono inchiodati e ogni spunto friulano porta ad un'occasione, a dieci da riposo Armero ed Isla organizzano per Di Natale che incrocia però troppo con il destro.
Un primo tempo di sostanziale impotenza milanista si chiude però con un brivido, perchè l'unica sbavatura delle difesa di Guidolin, nello specifico con Danilo, rischia di regalare ad El Shaarawy il pari.
Il quarto d'ora d'intervallo agisce sull'orgoglio rossonero, l'inizio di ripresa vede un Milan più arrabbiato, che trova di forza gli spazi per creare qualcosa ma le punte latitano e Nocerino, di testa, non trova la porta.
Il primo segnale di paura per Guidolin è però un altro, perchè al 58esimo Isla si allaccia con Ambrosini e le immagini mostrano una più che preoccupante leva inversa sul suo ginocchio destro che costringe il cileno alla barella e alla sostituzione con Pasquale.
Il settore ospiti invoca ripetutamente Pippo Inzaghi perchè davanti è il nulla, non solo il Milan rischia ancora il ko prendendosi un contropiede a metacampo che Di Natale confeziona in un assist perfetto per Armero, beffato solo dal rientro di Mesbah.
La mossa di Allegri, 66esimo, è Maxi Lopez per Nocerino, ma i patimenti sembrano non finire, al 75esimo il turno di trasformare l'illusione in disperazione è per Domizzi, che va in coast-to-coast ma tocca piano e grazia Amelia.
La differenza la fanno, inaspettatamente, i portieri, perchè quello del Milan si rivela salvifico anche sul corner susseguente neutralizzando con un gran tuffo plastico il tentativo velenoso di Danilo, mentre quello, ottimo, dell'Udinese pasticcia malamente e regala il pari al 77esimo.
Il tiro dell'elettrico El Shaarawy non pare devastante, Handanovic però non lo trattiene e Maxi Lopez fa 1-1, segnando il suo primo, pesantissimo gol rossonero dando da una parte ragione a chi lo considera un colpo di mercato e dall'altra ulteriore linfa a chi stenta a comprendere le recenti gestioni di Allegri.
E'la svolta della partita e della corsa scudetto, perchè l'Udinese crolla di schianto, un minuto e mezzo dopo ancora Handanovic con Benatia rischiano di completare l'hara-kiri, sia El Shaarawy che Robinho sparano però a salve sul petto di Danilo, ma all'85esimo la rimonta è completata e il Milan si prende il primo posto.
Determinante ancora Maxi Lopez che scappa, in stile Di Natale, sull'esterno bucando una retroguardia sotto shock, il centro del bomber scuola River è perfetto così come il destro volante di Stephan El Shaarawy, che ancora all'Udinese segna il suo secondo gol in serie A, il quarto di una stagione che non può più essere sottovalutata.
L'ultimo, definitivo rimpianto per i friulani arriva al 91esimo quando Abdi sbatte ancora su Amelia: la prima sconfitta interna del campionato di Guidolin è anche quella decisiva, per lo scudetto è solo Juve-Milan e adesso, seppur con un doppio, considerevole trucco, davanti ci sono i rossoneri.
Stefano Borghi
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